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DIALOGHI EFFIMERI DAL PROFONDO DELLA CAVERNA: "Contemporaneità" dei MORGANA

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di Saverio Marasco   Grigio. Però luminoso. Questo è l'asfalto quando lo percorri con la pioggia e con il sole. Profondi i pensieri, quando sono grigi e raggianti. Quando provengono da un pertugio duro e stretto come possono essere quelli che geologicamente richiamano un certo tipo di sonorità e comunicazione. Le grotte, le caverne. Gli ampi spazi sotterranei in cui si muovono band come i MORGANA , gruppo post-punk/coldwave fiorentino che lo scorso 1° agosto ha pubblicato il primo disco "Contemporaneità" (Low Ambition Records/Contraszt Records). È uscito in estate, ma è con queste prime piogge autunnali che dà il meglio di sé. I MORGANA nascono nel 2019 e sono in quattro: Bri alla voce, Sola alla chitarra, Ivan al basso e Valeria alla batteria. Il disco, invece, è un remastered di pezzi della prima demo del 2020 insieme a due singoli ed un inedito; il tutto condito da una fiera identità DIY. Le riprese, non a caso, presso il centro sociale CSA nEXT ...

“GREASY KINGDOM” : LA PSICHEDELIA GLITTERATA SPALMABILE DEI GREASY KINGDOM

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di Nat Vescio Se siete amanti delle sonorità psychedelic , di quella musica che fece epoca alla fine degli anni 60, e v'inebriate sentendo quel glam rock nato come rivolta glitterata contro il rigore inglese, allora siamo davanti al gruppo che fa per voi! I Greasy Kingdom nascono tra Assisi e Foligno da una manciata di canzoni scritte da Andrea Tocci (Granits, Wonder Vincent, Gattuzan) e Filippo Ciccioli (Ground Wave, Gattuzan) a cui si unisce poi Debora Contini al clarinetto e voce. Hanno da poco registrato l'album d'esordio “Greasy Kingdom” al “Pom Pom Studio” di Roma collaborando con Giulio Catarinelli e Deno Scott Sambrotta e, a partire da Luglio 2022, sono in tour musicando lo spettacolo teatrale “House We Left” di Alessandro Sesti , un viaggio dentro le inquietudini, le emozioni e le speranze di un gruppo di donne e transgender di un carcere femminile. Le nove tracce che compongono il debut album viaggiano sulle frequenze di uno psych-pop vivido, volu...

BUBU SETTETE: "PEEK-A-BOO!" DI SOMMA ZERO

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  di Silvestro Perri Beh, ci sarà un motivo se è la terza volta che recensiamo Somma Zero, un artista che abbiamo conosciuto con il suo primo lavoro discografico e che abbiamo visto crescere e cambiare davanti ai nostri occhi (o magari con le nostre orecchie). Il suo primo EP “Regina di picche”, nella sua aggressività, tradiva la timidezza intrinseca del rapper e produttore pavesino, che cambia il gioco a suo piacimento, seguendo una parabola ascendente che lo porta a non riuscire più a stare zitto. Eppure la necessità di esprimersi di Somma Zero ha una spinta fortemente analitica: il suo rap è più che mai conscious, il suo flow sempre più ordinato; e PEEK-A-BOO! rispecchia perfettamente questo percorso artistico. In questo lavoro Somma Zero abbandona la veste di produttore, facendosi scrivere la basi da Davide Bava e concentrandosi maggiormente sul lato della lirica e del pensiero personale. Se da un lato ci mancano i beat a cui questo ragazzo ci aveva abituato, possiamo apprezzar...

IL "BLUES" IN UNA STANZA: IL TERZO DISCO DI DROWN

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  di Saverio Marasco   Una stanza disordinata, dove perlopiù le cose vanno a morire. La luce, serrata, che oltrepassa la polvere che, statica, riempie l'aria del piccolo sgabuzzino. Non al centro, bensì defilato, troviamo l'osservatore - nonché l'inquilino - di questo trambusto. Drown , nato Alberto Bombarelli, è la profondissima voce fotografata in "BLUES" (2022, Selvatico Dischi), terzo lavoro in studio di questo poliedrico cantautore. " BLUES " è registrato tra Padova e Venezia ed è uscito lo scorso 24 giugno. Cantautorato proto-hipster, con quel gusto per la melodie arzigogolate. Queste scelte sonore, spesso e volentieri, possono portare fuoristrada fino a stuccare, rendendosi l'insidia maggiore per questo tipo di songwriting . Drown, però, riesce con naturalezza a domare le direzioni che vuol fare prendere alla propria musica ed alle tante influenze del suo narrato. Suonato da Alberto stesso e da Elia Sommacal (che ha curato la...

AGHIASOPHIA VOL. II: QUELLO CHE RIMANE

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di Saverio Marasco   Com'è un festival artistico/musicale?   O meglio, com'era?   O meglio ancora, come andrebbe vissuto?   O meglio ancor di più: cosa te ne può rimanere?   A tutte queste domande stanno provando a rispondere, da due anni, i ragazzi de Il Filo di Sophia con il loro "AghiaSophia Festival". Ormai è passata più di una settimana da questa seconda edizione, ed il trascorrere del tempo favorisce il permanere di quei concetti fondamentali che AghiaSophia ci ha saputo lasciare. Innanzitutto, chi ha voluto quest'evento ha alzato la mano in merito alla prodromica domanda del come/dove fare un festival, riaffermando con forza la scelta prato-boschi-reperti archeologici terribilmente sottovalutati. Siamo all'Abbazia di Santa Maria di Corazzo (Carlopoli, CZ) o, per noi indigeni, Curàzzu. Per la seconda volta di fila. Una scelta territoriale mirata e pacifica che sembra incredibile - e lo è - per chi è di qui. Ruderi bellissimi...

LA SPACE-OPERA DI NICOLA MANZAN: “NIKOLAJ KULIKOV”

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  di Nat Vescio Secondo una concezione, non esistono verità assolute che definiscono la realtà. Fortuna che noi abbiamo Nicola Manzan , verità assoluta, artista totale, mai banale e, soprattutto, reale e palpabile con mano! Messo in pausa il suo progetto più conosciuto “Bologna Violenta” , insieme al suo fidato compagno di giochi Alessandro Vagnoni , l'anno scorso l'abbiamo incontrato con “La Città del Disordine” ( qui la recensione ), suo primo lavoro targato “Nicola Manzan”. Quest'anno non poteva non comparire con un lavoro degno del precedente: tocca a “Nikolaj Kulikov” percorrere la nostra rampa di lancio sonora, un uomo oscuro, di cui non sappiamo un bel niente e, molto probabilmente, concepito dall'esuberante immaginario insito nella singolare mente del Manzan (curioso che si chiami Nikolaj!). Uscito il 6 maggio 2022, Nikolaj Kulikov (Dischi Bervisti/Overdrive) è “La storia di un cosmonauta sovietico degli anni Settanta che nello spazio no...

IL CORAGGIO DELLA LEPRE. "Malato", il primo album di Lorenzo Lemme.

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  di Saverio Marasco Nel 2022, quasi post-pandemia, proporsi con della musica pop è un atto di coraggio. Ed è per questo che, per me, ascoltare nel 2022 musica pop è un estremo atto di coraggio. Rimanerne inconsciamente colpito, figuriamoci, è ancor più coraggioso. Questo perché mi sono sentito tradito da quel genere e, cambiando, mi sono buttato su tutt'altro; infatti ero indeciso sullo scrivere di quest'album. Eppure, fin dal primissimo ascolto, ho capito che l'avrei voluto fare. Che c'era qualcosa che irresistibilmente mi attraeva ai pezzi contenuti in "Malato" (2022, tichetta - gelato label/Trovarobato – distribuzione The Orchard), Disco d'esordio del romano Lorenzo Lemme, uscito lo scorso 13 maggio. Come se ci fosse una parte di me, mai assopita, che ha tutt'oggi voglia di leggerezza sonora e condivisibilità. Lorenzo Lemme è un cantante, batterista, percussionista e rumorista. Classe 1978, fin dall'infanzia trova il giusto sfogo per la...