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QUELLA COSA LÌ, QUEL QUALCOSA IN PIÜ: “PANTAMORE” DE I TORDI

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  di Saverio Marasco Abstract Non ho la più pallida idea di quello che andrò a scrivere in questa recensione, né di che piega prenderà; ciononostante, è necessario scriverla. Abbiamo due ragazzi, Adam Rossi e Giovanni Zurlo , che a fine 2018 mettono su un duo, decidono di chiamarlo I Tordi e di autoprodursi un disco che descriveranno come « una sorta Super Pasqualone » al cui interno si possono trovare i più disparati generi musicali. SPOILER: Alla fine ci riescono davvero e, nel 2020, esce “ Pantamore ”. Il disco arriva nella tana di questa Cinghialesca WebZine e, per fortuna, ne ascolto due/tre pezzi a caso. Già in quel momento, il primo germe della conclusione a cui vi metterò davanti a fine recensione si era instillato nel mio essere. Decido di scrivere del disco, ascoltandolo per bene. Premendo play , si entra in questo spazio assurdo e vibrante che è la prima traccia, “ Niente ”. Al suo interno ci siamo io ed i Tordi e, speranzosamente, mi chiedo se le pareti ...

ANATOMIA DI UNA BAND: GIOCARE ALL'ALLEGRO CHIRURGO CON LO STATO SOCIALE

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di Silvestro Perri Se stai leggendo questo articolo e hai dai 25 ai 30 anni, hai visto nascere e crescere Lo Stato Sociale . La band bolognese è stata una delle prime a contribuire allo sviluppo dell’ Indie italiano , consacrandosi con il loro primo album “Turisti della democrazia” nel novero degli artisti che portavano qualcosa di nuovo e fresco sulla scena musicale dello stivale. Ricordo ancora quando per la prima volta un compagno di scuola mi consigliò di ascoltare “Sono così indie”, o “Abbiamo vinto la guerra”. Cominciai a seguire con interesse la loro carriera, e addirittura arrivai a conoscerli di persona qualche anno dopo, passando un sabato sera universitario a bere e chiacchierare con due membri della band. True story . Poi, il pata-trac . Non so individuare il punto di svolta, ma Lo Stato Sociale si è evoluto, o secondo alcuni pareri (tra cui il mio) involuto, in qualcosa di diverso. Il momento in cui ho deciso che avrei smesso di seguirli è ancora fresco nella mia memoria: ...

IL FLUSSO SONORO DI ANASTATICA: "IN A SLEEPING GARDEN"

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  di Nat Vescio Tutto nasce in Veneto nel 2018. Ha sempre composto musica sognando, un giorno, di scrivere colonne sonore per film. Si era presentata un'occasione per comporre musiche d'ambiente per mostre d'arte e musei, e così, dopo anni passati – a fare nottatacce – con il contrabbasso, ecco il polistrumentista Simone Bortolotto che si reinventa . Incomincia ad allestire un piccolo studio di registrazione, il “Kitten Nest” (perchè i suoi gatti sono sempre presenti quando registra) ed inizia così a muovere i primi passi questa divinità mitologica chiamata Anastatica , una nuova realtà musicale dal sapore post-rock. Il progetto Anastatica esordisce discograficamente nell'aprile 2020 con l'album “Recalling” , un disco interamente strumentale che risente di influenze new wave e dream-pop, la cui levità non è sinonimo di frivolezza ma semmai di estasi!... Tuttavia, non è di questo che vi parlerò oggi (anche se consiglio vivamente l'ascolto!). Il 1 marzo 2...

BUTTARSI IN UNA PISCINA PIENA DI COLORI: ACARO, Vol 1 – IL DISCO FLUIDO DI ACARO

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di Saverio Marasco   Devo partire con una premessa necessaria: io, del genere di ACARO, artista bergamasco classe ’93, non ne capisco niente. Però l’ho ascoltato, e mi ha preso. C’è qualcosa che non va? Dovrei bruciare i miei dischi dei Led Zeppelin? No vabbè, quello mai. Però questo “ACARO, Vol.1” , disco d’esordio di sto ragazzo che si chiama Riccardo per una label solida e compatta come Costello’s, è una cosa che non avrei dovuto capire ma che, nonostante ciò, ho apprezzato tantissimo. A quanto leggo dalle informazioni sul disco, il genere si chiama Urban . La Città, grigia, viene colorata dai suoni di questo disco. Non so se è corretto, ma al fianco di suoni moderni, ormai familiari al mondo mainstream, c’è tanta bella roba grezza, anni ’90, ma con poesia. Forse la poesia nei testi è proprio la cosa più strana: da esterno, sono abituato ad ascoltare queste sonorità accompagnate da testi scialbi, egocentrici, da sbruffoni. Qui, invece, in questo tripudio di colori, c’è un ra...

LIMERENCE & PSYCH FOLK: Topsoils, degli Year Of Taurus

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di Davide Caligiuri   Avete presente quella sensazione di nostalgia, spesso indefinita, a volte come un velo sugli occhi e a volte come una coperta sulle spalle? Quel sentire un vago calore, un qualcosa che apre porte da cui escono cascate, che trasportano storie ed eventi che pensavi di aver dimenticato o sigillato lontano?   Quella sensazione è Topsoils, disco d’esordio degli Year Of Taurus , progetto solista di Matteo Dossena (già metà degli psych-rockers Sherpa ); fra le prime uscite per Astral Concrete, questo dico è un ricco ricamato di ricordi e sensazioni, realizzato con un sapiente intreccio elettroacustico; un chamber folk arricchito da tocchi psichedelici e trovate che strizzano l’occhio allo shoegaze.   Se Mark Kozelek e Robin Pecknold sono nomi che avete già sentito (o Sun Kil Moon e Fleet Foxes, rispettivamente), potete iniziare a immaginare di che si tratta; intrecci di chitarre acustiche semplici ma mai banali, che si sviluppano lentamente fra brevi droni ...

OGNI PIANETA È BELLO A MAMMA SÒ: “COME CI VIENE” DE LA CHANCE SU MARTE

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di Silvestro Perri       Lo scorso 18 Febbraio il  rover   Perseverance  della NASA è atterrato su Marte dopo un viaggio durato più di sei mesi.  Ha portato l e prime foto, le emozioni miste, un senso di speranza e fiducia nell’umanità: in tanti ci siamo chiesti cosa si potesse trovare su Marte.  Noi di  Temtö  abbiamo una risposta a questa domanda.     La cosa più ironica è che la band anconetana La Chance Su Marte è quanto di più vicino ci sia alla superficie terrestre. La ricerca sonora di questa band non è spaziale, non è sperimentale, è tremendamente pop e mond ana . E alla redazione di  Temtö  piace.     Il loro primo album “Come ci viene” è uscito nel 2018, e si apre con l’eponima traccia “La chance su Marte”; una batteria semplice, battere e levare, cassa e rullante, un synth con un effetto ping-pong avvolgente e poi parte la festa. Una canzone che riassume un album e ci prepara a cosa sta per arriva...